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Jul 26
Gli Ultimi - un film di Riccardo Marchesini
In una torrida estate sul finire degli anni  settanta, i compagni di Vadolo, agglomerato di case sparse nella bassa, decidono  di dar vita a un evento epocale: la  prima festa dell’Unità del proprio piccolo e insignificante paese.Non una festa qualunque, ma una festa così bella, importante  e  bene  organizzata da  costituire  per tutti loro una sorta di vero e proprio riscatto nei confronti di se stessi, di quel partito  che  li  tiene ai  margini   della vita   politica e di quella  provincia  schiacciata dal  confronto  con la  vicina città.Ed è così che capitanati da  Bragaglia, il piccolo  segretario della  sezione del  paese  che sogna  in  cuor  suo di  farsistrada fra la dirigenza del partito, i compagni  di Vadolo si prodigano per l’organizzazione della festa.A Baschieri e Torelli, ingenui contadini,  il compito di navigare nell’afosa campagna alla ricerca di tutto ciò che  può essere utile: i tavoli, le sedie e naturalmente le galline per il brodo in cui cuocere i tortellini. A Giordani, il cassiere, spetta il  compito di far quadrare i conti di questi  “rossi più in rosso di tutta l’Emilia”  e alla Nella, la  compagna  che  ha avuto  in  sorte  un  consorte socialdemocratico l’impegno di portare avanti  il lavoro in cucina.Per Bussolari e la Doria, le nuove leve del partito, la  responsabilità  che tutto  quadri  nell’improbabile stand  che sorge  “fiero”,  cementato   dalle  ambizioni,  dai  sogni  e dalle aspettative dei compagni, fra i gialli campi di grano.Ormai è fatta. Il giorno della festa, compaesani e paesanidei  vicini borghi, giungono  numerosi per  ristorarsi allegramente e scivolare fra polke e mazurche.Ma quando  Bragaglia sorride orgoglioso al suo successo e al futuro che sembra venirgli incontro, all’improvviso…

Gli Ultimi - un film di Riccardo Marchesini

In una torrida estate sul finire degli anni  settanta, i compagni di Vadolo, agglomerato di case sparse nella bassa, decidono  di dar vita a un evento epocale: la  prima festa dell’Unità del proprio piccolo e insignificante paese.
Non una festa qualunque, ma una festa così bella, importante  e  bene  organizzata da  costituire  per tutti loro una sorta di vero e proprio riscatto nei confronti di se stessi, di quel partito  che  li  tiene ai  margini   della vita   politica e di quella  provincia  schiacciata dal  confronto  con la  vicina città.
Ed è così che capitanati da  Bragaglia, il piccolo  segretario della  sezione del  paese  che sogna  in  cuor  suo di  farsi
strada fra la dirigenza del partito, i compagni  di Vadolo si prodigano per l’organizzazione della festa.
A Baschieri e Torelli, ingenui contadini,  il compito di navigare nell’afosa campagna alla ricerca di tutto ciò che  può essere utile: i tavoli, le sedie e naturalmente le galline per il brodo in cui cuocere i tortellini.
A Giordani, il cassiere, spetta il  compito di far quadrare i conti di questi  “rossi più in rosso di tutta l’Emilia”  e alla Nella, la  compagna  che  ha avuto  in  sorte  un  consorte socialdemocratico l’impegno di portare avanti  il lavoro in cucina.
Per Bussolari e la Doria, le nuove leve del partito, la  responsabilità  che tutto  quadri  nell’improbabile stand  che
sorge  “fiero”,  cementato   dalle  ambizioni,  dai  sogni  e dalle aspettative dei compagni, fra i gialli campi di grano.
Ormai è fatta. Il giorno della festa, compaesani e paesani
dei  vicini borghi, giungono  numerosi per  ristorarsi allegramente e scivolare fra polke e mazurche.
Ma quando  Bragaglia sorride orgoglioso al suo successo
e al futuro che sembra venirgli incontro, all’improvviso…


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