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Aug 30
La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano


Aug 17

May 11

Sam Savage - Firmino

Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l’avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi»di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstojano: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon soldato di Ford Madox Ford: «Questa è la storia più triste che abbia mai sentito». L’ho letto decine di volte, ma ancora mi lascia di stucco. Ford Madox Ford è stato Un Grande.

Tutta la vita ho battagliato con la scrittura, e non c’è niente che abbia affrontato con più coraggio - sì, questa è l’espressione esatta, coraggio - degli incipit. Ho sempre pensato che, se solo fossi riuscito a scriverne uno buono, tutto il resto sarebbe venuto da sé. Immaginavo quella prima frase come una sorta di grembo semantico ricolmo di embrioni gravidi di pagine non ancora scritte, piccole pepite rilucenti di genialità ansiose di venire alla luce. Da quel vaso magnifico sarebbe stillata, diciamo, goccia a goccia l’intera storia. Che delusione! Esattamente il contrario. …

 

«Firmino, il topo che Walt Disney avrebbe inventato se solo fosse stato Borges. Se leggere è il vostro piacere e il vostro destino, questo libro è stato scritto per voi».

Alessandro Baricco


Apr 26

Giuseppe Pederiali - L'Osteria della Fola

 “Si fermerà anche a cena?” domandò la padrona dell’osteria.
Nel parlare si appoggiò al banco di mescita e mostrò gran parte del bendidio che biancheggiava dentro la scollatura. Sembrò un invito a fermarsi soprattutto per il dopocena.
“Resterò almeno un paio di giorni. Dipende dall’esito delle mie ricerche” rispose il forestiero.
A giudicare dalla pronuncia non doveva venire da molto lontano, da Bologna o da Ferrara. Aveva i modi del cittadino e ben due valigie di pelle, oltre a un voluminoso tubo di cuoio che forse conteneva l’attrezzatura per la pesca. Per questo non era sceso in uno degli alberghi di Modena città, al Roma o al Torre, per poi andare a mangiare da Fini.
“Lei è un pescatore?” domandò Tina, con uno dei sorrisi che le consentivano domande indiscrete, e perfino sfacciate.
“In un certo senso…” rispose l’uomo.
La padrona ricordò di possedere il diritto, anzi il dovere, di esigere un documento per registrare gli ospiti che si fermavano a dormire. Lei e suo marito se ne dimenticavano spesso. Quasi le avesse letto nel pensiero, l’uomo tolse dalla giacca il portafoglio e le porse la carta di identità.
Signor Vandi Aldro…
“Aldo?”
“No, proprio Aldro.”
…nato il 15 luglio 1922 a Modena (dunque aveva trent’anni giusti), residente a Bologna, via Marsili 22. Professione: Naturalista.
“Cosa fa un naturalista?” domandò la Tina nel restituirgli il documento.
In cuor suo sperò che il forestiero facesse di mestiere lo sguaitapìp, come chiamavano da quelle parti i medici delle donne.
“Studia la natura”.
“Anche quella delle femmine?”


Mar 10
IL VADEMECUM DI STEVENSON 
Raccolta di Robert Louis Stevenson dal titolo Con due libri nella tasca (sottotitolo: Vademecum per scrittori affamati e lettori esordienti), con una introduzione di Antonio Pascale. Il libro raccoglie quattro tra i numerosi saggi che il grande scrittore scozzese dedicò al tema della scrittura e della lettura: dai primi passi nel mondo della letteratura (Una rivista universitaria) ai suoi libri preferiti (I libri che mi hanno influenzato), dalle teorizzazioni su novel e romance (Una chiacchierata sul romanzesco) alla predilezione per il Visconte di Bragelonne di Dumas (Un romanzo di Dumas). (via edizionispartaco.it - Home)
(read it) 

IL VADEMECUM DI STEVENSON

Raccolta di Robert Louis Stevenson dal titolo Con due libri nella tasca (sottotitolo: Vademecum per scrittori affamati e lettori esordienti), con una introduzione di Antonio Pascale. Il libro raccoglie quattro tra i numerosi saggi che il grande scrittore scozzese dedicò al tema della scrittura e della lettura: dai primi passi nel mondo della letteratura (Una rivista universitaria) ai suoi libri preferiti (I libri che mi hanno influenzato), dalle teorizzazioni su novel e romance (Una chiacchierata sul romanzesco) alla predilezione per il Visconte di Bragelonne di Dumas (Un romanzo di Dumas). (via edizionispartaco.it - Home)

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Feb 27
 Ce titre énigmatique cache un roman satirique, la chronique scandaleuse du règne de Louis XIV. L’époque éclate de jeunesse et de sensualité. L’auteur (1618-1693), cousin de Mme de Sévigné, âgé de quarante-deux ans, gentilhomme, guerrier, homme de cour, d’esprit, de goût, est aussi un écrivain de grand talent. Le roman présente, sous des pseudonymes, les principaux personnages de la Cour dans leurs aventures amoureuses. « Sous le règne de Théodate la guerre, qui durait depuis vingt ans, n’empêchait point qu’on ne fît quelquefois l’amour. Mais, comme la Cour était remplie de vieux cavaliers insensibles ou de jeunes gens nés dans le bruit des armes, et que ce métier avait rendus brutaux, cela avait fait la plupart des dames un peu moins modestes qu’autrefois, et voyant qu’elles eussent langui dans l’oisiveté, si elles n’eussent fait les avances, ou du moins si elles avaient été cruelles, il y en avait beaucoup de pitoyables et quelques-unes d’effrontées. » 
Histoire amoureuse des Gaules, Roger de Rabutin (1666), suivie des Romans historico-satiriques du XVIIe siècle, Paris : P. Jannet, 1856. Texte en ligne : Tome I Tome II Tome III Tome IV

 Ce titre énigmatique cache un roman satirique, la chronique scandaleuse du règne de Louis XIV. L’époque éclate de jeunesse et de sensualité. L’auteur (1618-1693), cousin de Mme de Sévigné, âgé de quarante-deux ans, gentilhomme, guerrier, homme de cour, d’esprit, de goût, est aussi un écrivain de grand talent. Le roman présente, sous des pseudonymes, les principaux personnages de la Cour dans leurs aventures amoureuses. « Sous le règne de Théodate la guerre, qui durait depuis vingt ans, n’empêchait point qu’on ne fît quelquefois l’amour. Mais, comme la Cour était remplie de vieux cavaliers insensibles ou de jeunes gens nés dans le bruit des armes, et que ce métier avait rendus brutaux, cela avait fait la plupart des dames un peu moins modestes qu’autrefois, et voyant qu’elles eussent langui dans l’oisiveté, si elles n’eussent fait les avances, ou du moins si elles avaient été cruelles, il y en avait beaucoup de pitoyables et quelques-unes d’effrontées. » 

Histoire amoureuse des Gaules, Roger de Rabutin (1666), suivie des Romans historico-satiriques du XVIIe siècle, Paris : P. Jannet, 1856. Texte en ligne : Tome I Tome II Tome III Tome IV


Feb 15

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